Patrimonio svizzero riconosce la necessità di sviluppare le energie rinnovabili, ma si batte affinché ciò avvenga in modo giudizioso. Come indicato nella presa di posizione «Impianti solari: agire con rispetto nei confronti dell’ambiente costruito», l’installazione di pannelli solari ha più senso su edifici e in luoghi non protetti.
Per questo, Patrimonio svizzero rifiuta i progetti che pregiudicano siti particolarmente degni di protezione, come sta accadendo attualmente nel Canton Zurigo, a Basilea e nel centro storico di Soletta. È una questione di buonsenso: il successo della transizione energetica dipende innanzitutto da grandi centrali solari fuori delle aree protette e non da piccoli impianti che generano poca energia e rovinano il paesaggio.
Nella zona con obiettivo di salvaguardia «A», l’Inventario federale degli insediamenti svizzeri da proteggere d’importanza nazionale (ISOS) raccomanda la conservazione completa di tutte le costruzioni e parti di costruzioni, di tutti gli spazi non edificati, nonché la rimozione di interventi pregiudizievoli. Chi possiede una proprietà nella zona A dell’ISOS ha una grande responsabilità nei confronti del patrimonio culturale.
Patrimonio svizzero distingue due situazioni. Gli impianti solari grandi, con moduli particolarmente visibili in luoghi d’importanza nazionale, vengono contestati, se necessario ricorrendo ai tribunali competenti. Questi casi riguardano poco meno del 3 per cento del parco immobiliare.
Per quanto riguarda le aree di protezione d’importanza nazionale restanti, Patrimonio svizzero raccomanda di rinunciare a impianti fotovoltaici qualora non sia possibile investire risorse in una soluzione estetica integrata che consenta di migliorare la qualità architettonica del luogo. In ogni caso occorre soppesare con cura il potenziale di sfruttamento dell’energia solare e gli interessi della protezione dei monumenti e degli insediamenti storici.
Dopotutto, gli impianti solari possono in genere essere installati senza problemi su oltre il 90 per cento degli edifici nelle aree centrali ordinarie, negli insediamenti protetti localmente e persino su monumenti d’importanza locale.
L’energia del sole è un pilastro essenziale della transizione energetica, ma impatta sull’aspetto degli edifici, dello spazio costruito e del paesaggio, nonché sul modo in cui li percepiamo. Per questo l’urgenza della situazione non ci dispensa dal dovere di agire in modo oculato.
David Vuillaume, segretario generale di Patrimonio svizzero,
T 044 254 57 00, david.vuillaume(at)heimatschutz.ch
Martin Killias, presidente di Patrimonio svizzero,
T 079 621 36 56
Impianti solari: agire con rispetto nei confronti dell’ambiente costruito
Sei principi per la gestione di impianti solari (Patrimonio svizzero, novembre 2023)
Proteggere i beni culturali non ostacola la transizione energetica
Comunicato stampa, 31 luglio 2025