Il Dipartimento del territorio del Canton Zurigo ha deciso, nonostante le due perizie vincolanti della Commissione cantonale dei beni culturali (KDK) e della Commissione federale dei monumenti storici (CFMS), di attuare una ristrutturazione radicale del palazzo comunale di Zurigo. Gli interventi avrebbero comportato la distruzione di gran parte della storica sala del consiglio e della struttura del tetto in stile barocco. La sezione cittadina di Patrimonio svizzero, con il sostegno della sezione cantonale, dell’organizzazione nazionale e dell’Ufficio federale della cultura, ha presentato ricorso. Il Tribunale dei ricorsi in materia edilizia del Canton Zurigo ha ritenuto gli interventi previsti eccessivi, poiché provocherebbero lo sventramento dell’edificio e la sua rimozione dall’inventario di siti da proteggere. Il tribunale ha seguito i pareri delle due commissioni – cantonale e federale –, secondo cui la ristrutturazione, e soprattutto la distruzione completa della sala del consiglio, avrebbe comportato un parziale sventramento e un grave danneggiamento di un’opera architettonica d’eccezione d’importanza cantonale e nazionale. Poiché il progetto era stato approvato da tutte le autorità responsabili, Patrimonio svizzero ha dovuto servirsi del diritto di ricorso delle associazioni per poter salvaguardare l’integrità del più antico edificio nel suo genere in Svizzera.
Quello di Zurigo (1694-1700) è il più antico palazzo comunale della Svizzera e presenta un’architettura unica nel suo genere nel nostro paese. In quanto edificio profano dell’età moderna più importante della Confederazione, è un bene prezioso per la storia e l’identità cantonale, se non addirittura nazionale. Simbolo dapprima della città-Stato di Zurigo dell’Ancien Régime e in seguito del Cantone, nell’inventario ISOS il palazzo è valutato come elemento eminente con obiettivo di conservazione A. È protetto dalla Confederazione e catalogato nell’Inventario federale della protezione beni culturali in quanto oggetto d’importanza nazionale.
Il Dipartimento del territorio del Canton Zurigo intendeva spostare la sala del consiglio al secondo piano e quindi la tribuna del pubblico al livello del sottotetto. Ciò avrebbe causato la distruzione completa della sala del consiglio storica situata al primo piano. Sarebbero così andate perse le vestigia architettoniche della storia dell’ordinamento liberale e della nascita del Canton Zurigo. Le perizie della Commissione cantonale dei beni culturali e della Commissione federale dei monumenti storici sono state unanimi: il progetto avrebbe comportato interventi drastici e inaccettabili, ingiustificati e sproporzionati. Un progetto alternativo, rigettato dal Dipartimento del territorio, consentirebbe un risanamento e un adeguamento dell’edificio senza pregiudicarne le qualità che lo caratterizzano dal 1833.
Le associazioni di tutela dei beni culturali accolgono con favore la decisione del Tribunale cantonale dei ricorsi in materia edilizia. Se è stato possibile proteggere il palazzo comunale di Zurigo, è grazie al diritto di ricorso delle associazioni, che ha permesso a Patrimonio svizzero di ottenere una verifica giuridica mirata degli interventi previsti. Questo caso specifico dimostra che il diritto di ricorso delle associazioni serve a salvaguardare l’interesse pubblico per i monumenti d’importanza storica – come anche per quelli naturali – per il bene di tutti noi e delle generazioni future. Senza di esso il palazzo comunale di Zurigo sarebbe stato spogliato di buona parte del suo valore intrinseco.
(Decisione del Tribunale dei ricorsi in materia edilizia: Baurekursgericht des Kantons Zürich, 1. Abteilung, del 26 giugno 2026, G.-Nr. R1S.2025.05089, BRGE I Nr. 0092/2026, non ancora passata in giudicato.)
Evelyne Noth, presidente di Stadtzürcher Heimatschutz, membro di comitato di Zürcher Heimatschutz T 043 233 00 22, kontakt@heimatschutzstadtzh.ch
Martin Killias, presidente di Patrimonio svizzero, presidente di Zürcher Heimatschutz T 079 621 36 56, martin.killias@heimatschutz.ch